Per aspera ad astra – un anno scolastico da non dimenticare

Cerimonie di chiusura dell’anno scolastico 2020/21 dell’Highlands Institute

Le parole del celebre motto latino, ricordate dal rettore, padre Jesús Parreño LC, sono state il “fil rouge” delle cerimonie di chiusura dell’anno scolastico 2020/2021 per la Scuola Primaria e Secondaria.

In particolare, i ragazzi che hanno concluso ogni ciclo di studio hanno potuto celebrare il momento con una cerimonia in presenza, all’aperto. È stata offerta una messa di ringraziamento e assegnata la medaglia di Integer Homo e Integra Mulier tra gli alunni dell’ultimo anno di corso.

Integer Homo / Integra Mulier è il “titolo” che viene riconosciuto a due alunni per ogni settore, che – a conclusione del relativo ciclo di studi – abbiano mostrato di incarnare, al meglio delle loro potenzialità, l’ideale della formazione integrale che la missione educativa dell’Istituto persegue: i compagni di scuola ed il personale educativo esprimono il proprio voto valutando la costanza e l’impegno nello studio ed i risultati raggiunti nel personale percorso scolastico e di formazione umana, spirituale e sociale-apostolica.

Un anno da non dimenticare

Il rettore, che ha presieduto tutte le celebrazioni, ha voluto appunto porre l’accento sui risvolti positivi di un anno tanto duro come questo, segnato dalla pandemia e dalle difficoltà che essa ha comportato. Ha invitato dunque tutti i ragazzi a ringraziare Dio per tutto quello che, seppur nella sofferenza, è stato di insegnamento e dunque occasione di crescita, in questo periodo. Li ha invitati poi a ringraziare anche per tutti i doni ricevuti da Dio e dalle persone che li hanno compagnati in questo percorso scolastico, ma anche per il dono che ciascuno di essi rappresenta per gli altri: “Grazie agli altri possiamo scoprirci come un dono e come un dono proprio per gli altri. Gesù – che “da ricco che era si è fatto povero” (2Cor 8,9) perché noi potessimo “arricchirci” – ci insegna che quello che facciamo per gli altri lascia un segno e ci può rendere felici: la nostra realizzazione è nel potare a compimento il dono che siamo per il mondo. Per questo, nel percorso di formazione, vi auguro di arrivare sì “semper altius”, ma anche sempre più in profondità”.

Fai la tua parte, tu sei luce!

In continuità con il discorso del rettore, padre Fernando Muñoz LC, cappellano della scuola secondaria, nelle omelie delle messe per i ragazzi delle medie e dei licei, ha rivolto loro un particolare invito, sotto forma di acrostico:

“fai la tua PARTE!
Fa buoni Propositi, sogna
cerca sempre l’Allegria, sorridi
Ringrazia Dio per il tesoro che c’è dentro di te e le persone che ti hanno aiutato a crescere, a diventare quello che sei
fa Tesoro di quello che hai imparato, delle esperienze vissute
guarda gli Errori dalla prospettiva della crescita”.

“Gli errori – ha spiegato – sono infatti come i mattoni: presi singolarmente sono solo un peso, messi insieme possono costruire muri, ponti, abitazioni… dagli errori si può imparare, su di essi si può costruire.
Pensate in grande, siete chiamati a volare, sempre più in alto. Il nostro scopo è aiutarvi a spiccare il volo, seminando nei vostri cuori, ma siete voi a dover volare.
Vi invito a mettere il vostro cuore sull’altare, chiedendo al Signore di ripararne le ferite e di darci la capacità di vedere tutti tesori che contiene!”.

Durante la celebrazione dedicata ai ragazzi del IV e V anno dei licei, i maturandi hanno simbolicamente consegnato ai compagni più piccoli delle candele, per rendere più tangibile l’invito di Gesù nel Vangelo del giorno, sottolineato dalle parole di padre Fernando: “”Voi siete la luce del mondo”! Sei chiamato a portare luce, a cercare dove hai luce, dove hai ricevuto più luce, cosa accende in te la scintilla… Ognuno di voi ha una luce da dare, diversa per ciascuno, con le sue qualità peculiari, con quello che ha imparato… e anche con i propri errori.
Entra nel cuore, guarda le cose belle che hai in te e ricorda che con queste… Puoi accendere altre candele!
E, se a volte ti senti spento, ricorda che c’è sempre un modo per riaccendere quella luce: una confessione, una chiacchierata con un amico, un sorriso di chi ti vuole bene… E anche che il tuo sorriso vale oro, per riaccendere la luce degli altri.
C’è poi una luce che solo Lui può accendere… chiedigli che la accenda e riaccenda sempre!”.

Alle parole di padre Fernando hanno fatto eco quelle di padre Benjamin Castañeda LC, cappellano della scuola primaria, nell’omelia della messa dedicata ai bambini del IV e V anno: “Tante persone in questi anni hanno ti hanno “illuminato” seminando nel tuo cuore conoscenze, spiritualità, sensibilità sociale… e quante cose belle abbiamo fatto insieme anche per gli altri (come ad esempio le donazioni per costruire scuole in Africa)… ecco, voi avete già “illuminato” e continuerete a farlo!”.

Il saluto della comunità educante

Anche i docenti hanno voluto rivolgere un saluto e un augurio ai propri alunni.

Per la scuola primaria, il messaggio è stato affidato alla voce di Anna Maria Miozzi, coordinatrice del settore, che ha speso parole affettuose, commosse e commoventi, per i bambini: “Nel corso di questi anni, avete lasciato pian piano la mano di chi vi ha accompagnato. Siete cresciuti! Davanti a noi, ora non abbiamo più bambini smarriti, ma giovani ragazze e ragazzi consapevoli del proprio successo di crescita, pronti ormai… a lasciare la scuola primaria!
Il futuro è nei vostri occhi e nelle vostre mani, lungo il cammino vi troverete spesso di fronte ad un bivio, ma voi non esitate, aprite la porta alle vostre aspirazioni e realizzatele! Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni. Dite sempre a voi stessi “Voglio un mondo all’altezza dei sogni che ho…!”.
Ricordate di rendere unica e speciale la vostra vita e, come scrisse Martin Luter King in una poesia, “Siate il meglio di qualunque cosa siate. Cercate ardentemente di scoprire a che cosa siete chiamati, e poi mettetevi a farlo appassionatamente!””.

Il professor Pastore, docente di Tecnologie e Disegno, si è fatto invece portavoce di tutti i suoi colleghi della Scuola Secondaria di I grado, nel rivolgere ai propri alunni l’invito di proseguire il “viaggio” con due importanti “attrezzi” nel proprio “bagaglio”: “l’apertura mentale e del cuore, che guidano e facilitano la ricerca della vita, che ci rendono persone tolleranti e ben accolte dagli altri, che vivono nel rispetto reciproco, capaci di affrontare le asperità della strada che ci attende”.

Infine, la professoressa Conciatore, docente di Matematica e Fisica, ha rivolto un commovente messaggio, anche a nome di tutti i suoi colleghi del liceo, ai maturandi: “Spero che porterete questi anni nel cuore, questo lungo percorso come qualcosa di estremamente prezioso. Non vi dirò che sono stati gli anni più belli della vostra vita, perché mentirei. Perché ora inizia il vero spettacolo. E lo metterete in scena voi.
Vivere vuol dire scegliere ogni giorno di essere sé stessi. Ognuno di noi è unico e irreplicabile. Ognuno di voi vale infinito in una scala da 1 a 10. E se incontrerete qualcuno che vi dirà che non valete quanto dovreste, e mi dispiace ma lo incontrerete, ricordatevi che un’opera d’arte non andrebbe mai messa all’asta. Ricordatevi che non importa ciò che pensa la gente di voi, ma ciò che voi pensate di voi stessi. E non è una frase fatta, ma il trucco per essere felici.
…E oggi siete qua, in mezzo a chi vi ha accolto e preso per mano, chi dall’infanzia e chi da solo qualche mese. E ancora la mano non ve lascia, anzi forse in questi giorni ve la sta stringendo più forte, perché il salto che state per fare vi mette paura, più paura di andare contromano sulla via del mare. Ed è giusto che sia così. […] siete arrivati fino a qui. E di questo dovete essere fieri. Avete superato tanti ostacoli e il più grande è stato quello dell’ultimo anno e mezzo. Ma ce l’avete fatta. Manca l’ultimo passo. Ma avete mai pensato quanti ne avete fatti per arrivare fino a qui? Da parte mia, a nome dei docenti tutti, vi ringrazio per quello che mi avete dato, perché l’essere docente, l’essere educatore è anche crescere grazie a voi. Perché magari voi ci vedete come mostri che si nutrono di voti… Oppure ci immaginate che passiamo le ore a cercare su Google frasi dei vostri temi solo per mettervi un 3… No. Non è così. Ora usiamo il software antiplagio! A voi sfugge il lato nascosto dell’insegnamento. Il lato che rende questo il lavoro più bello del mondo …è la relazione umana che si crea nel tempo, diversa di classe in classe, di studente in studente. Un qualcosa che ci mette costantemente alla prova Qui si gioca la parte dura del nostro lavoro. Quella che ci fa scendere dalla cattedra per metterci in gioco insieme a voi. Che dire di più? Che sono state delle belle partite. E che ci vediamo alla finale”.

Anche i messaggi e i saluti che gli alunni si sono scambiati sono stati pieni di emozioni e commozione. I ragazzi hanno ricordato le esperienze più significative vissute insieme, la vicinanza e la costante disponibilità dei docenti, non solo nel coinvolgerli in lezioni appassionanti, i piccoli “rituali” di classe… hanno ringraziato tutto il personale educativo per averli aiutati a costruire un legame autentico con Cristo, attraverso le tante attività di formazione integrale. E hanno riservato un ringraziamento anche per ogni compagno, per le loro peculiarità, che li hanno fatti apprezzare, amare… sino a riscoprirsi uniti come in una famiglia.

Infine, anche il nuovo preside entrante, il prof. Vittorio Capuzza, ha voluto rivolgere un augurio, in particolare agli alunni che lasceranno l’Highlands per proseguire altrove il proprio percorso, citando Leopardi: “…che possiate continuare, dopo questo importante traguardo, a “passeggiare contando le stelle”, intendendo con questo non staccarsi dalle cose della terra, ma piuttosto cercare nei valori – come nelle stelle – guida e ispirazione, sempre animati dalla gioia!”.